Smartworking, dall’emergenza alla (nuova) normalità

Il lockdown, poi la “Fase 2”, la “Fase 3” e uno scenario che ancora oggi presenta variabili imprevedibili: in pochi mesi una serie di trasformazioni mai sperimentate prima ha interessato le aziende e la gestione delle persone. §

Processi che avrebbero forse richiesto anni per compiersi sono risultati accelerati, mentre altre tendenze che si stavano affacciando (gli spazi condivisi, per esempio) sono state complicate dall’evolversi degli eventi. Lavoro a distanza, smartworking (che non sono la stessa cosa), nuova gestione degli spazi di lavoro sono i temi caldi; e si può senz’altro dire che, usciti dalla fase emergenziale, il lavoro da remoto oggi è cambiato ancora.

Infatti, se durante la fase acuta della pandemia avevamo a che fare con un contesto in cui le persone erano sempre a casa e sempre connesse (con tempi di lavoro potenzialmente dilatati su tutta la giornata in assenza di altri impegni o attività da svolgere) ora i ragionamenti su smartworking e produttività devono necessariamente fare i conti con il ritorno alla normalità negli ambiti della cura della famiglia, della socialità e del tempo libero: insomma, si è rimessa in moto la dimensione extralavorativa della vita delle persone.

Si affaccia quindi un problema di gestione del tempo che coglie impreparati numerosi lavoratori (che non erano mai stati smartworkers e sono in difficoltà davanti alle numerose distrazioni), sia i loro responsabili chiamati a organizzare, dare obiettivi, misurare i risultati.
Allo stesso tempo, venendo a mancare la socialità condivisa in azienda, si allenta la comunicazione ed emerge un problema di fidelizzazione delle persone: oltre alla produttività, cala anche il senso di appartenenza.

La funzione HR è chiamata a intervenire con soluzioni nuove, soprattutto negli ambiti della formazione, del coaching, della motivazione e della verifica del livello di engagement di dipendenti e collaboratori; e il tutto deve avvenire ponendo un’attenzione più alta a chi presenta situazioni più delicate, per esempio i genitori di bambini piccoli che si trovano senza supporti esterni nella cura dei figli. Una nuova normalità che è realtà, e per la quale prepararsi è fondamentale se si vuole affrontare il futuro.

a cura di

Fabrizio Armenia
Direttore HR
Inaz